Il ruolo dei fili Shaping Up in

medicina estetica

27 gennaio 2016

ShapingUp utilizza fili in PDO di nuova generazione per ridare elasticità, idratazione e tonicità alla pelle stimolando la naturale produzione di collagene.

Nel corso del tempo infatti il processo di invecchiamento porta ad un progressivo  cedimento cutaneo e ad una diminuzione dei volumi del derma in quantità e diametro dovuti ad una produzione inferiore di acido ialuronico.

 

I fili ShapingUp sono in grado di invertire questa tendenza non solo stimolando la reidratazione della pelle, ma rendendo possibile anche il recupero della visco-elasticità e compattezza della cute, migliorando l’attività cellulare e risolvendo la problematica del trofismo cutaneo.

 

Infatti, una volta applicati nel derma i fili iniziano immediatamente la loro azione biostimolante con effetti tensivi visibili già nelle prime ore. Nei mesi successivi il graduale riassorbimento dei fili all’interno del connettivo fibroso (il riassorbimento totale avviene entro 180 giorni dall’impianto) stimola ulteriormente il metabolismo cellulare e la produzione di nuovo collagene di tipo III (successivamente di tipo I), che determina un riempimento delle zone trattate e un ottimizzazione della texture.

Inoltre si ha una progressiva riattivazione della circolazione linfatica della zona trattata e un miglioramento di quella dei tessuti circostanti, con ottimi risultati a livello di tonicità e compattezza della pelle.

 

Il trattamento adotta una tecnica mini invasiva che può essere eseguita in regime ambulatoriale senza anestesia, riducendo così al minimo il rischio di effetti collaterali e consentendo ai pazienti un rapido recupero post intervento.

 

Le principali aree in cui viene consigliato l’utilizzo dei fili ShapingUp sono il volto (rughe nasogene, labbra, palpebre, zampe di gallina, profilo del viso…), il collo e alcune parti del corpo quali addome, avambraccio, décolleté, fianchi e ginocchia.

Non viene posto un limite di età, tuttavia i migliori risultati sono stati ottenuti con pazienti di età media (40-65 anni) dotati di un buon spessore cutaneo.

Il trattamento non può essere eseguito su pazienti in stato di gravidanza, soggetti a patologie immunitarie o della coagulazione, o a neurofibromatosi cutanea.

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